Volkswagen va incontro al futuro con la rivoluzione sostenibile

Nei laboratori di Wolfsburg si lavora per ricreare la cellulosa, sostanza di derivazione vegetale

Presso l'Open Hybrid Lab Factory di Wolfsburg si lavora a pieno ritmo per mettere a punto i materiali che costituiranno le auto del futuro

Nei laboratori Volkswagen si lavora a pieno ritmo sui materiali che comporranno gli interni delle auto del futuro.

 

Il Volkswagen Open Hybrid Lab factory 

Il luogo addetto allo studio e all’implementazione dei materiali che costituiranno le auto del futuro è l’Open Hybrid Lab factory, situato a Wolfsburg. Qui, oltre a fare ricerca, si lavora su materiali usuali quali plastica, metalli e tessuti per renderli più leggeri, sostenibili e affidabili come quelli attuali.

L’obiettivo conclamato dei dirigenti del laboratorio tedesco è quello di sfruttare al massimo l’economia circolare, componendo nuove plastiche a partire da materiali riciclati.

Una delle prerogative del gruppo Volkswagen è quella di sostituire la pelle all’interno delle vetture. C’è da dire che un passo in questo senso è stato già fatto.

Gli interni delle macchine ID per esempio non presentano elementi di derivazione animale. Ma l’idea è quella di allargare presto il modus operandi anche ad altri modelli. E secondo i ricercatori, i biomateriali hanno un potenziale enorme in questo tipo di applicazioni.

 

Le caratteristiche della cellulosa

La cellulosa si trova nelle pareti cellulari delle piante ma è facilmente replicabile anche in laboratorio.

Si tratta di una materia importante su cui lavorare. Presso l’Open Hybrid Lab factory si lavora alacremente per replicarla a partire da una soluzione di batteri immersi all’interno di una sostanza zuccherina.

Il risultato che si ottiene è cellulosa pura. Successivamente si procede al “lavaggio” dai batteri, all’essiccazione e all’inserimento di un plastificante organico che crea la levigatezza desiderata del materiale.

Test rigorosi sui materiali innovativi

Prima di passare alla produzione in serie, questi materiali innovativi sono sottoposti a diversi test molto rigorosi. In totale sono ben 40 e simulano ogni tipo di sollecitazione.

Il rivestimento dei sedili, ad esempio, è sottoposto al test per lo stress meccanico e all’invecchiamento dovuto ai raggi del sole.

Un test ritenuto fondamentale poi è quello relativo alla resistenza all’abrasione, effettuato con un timbro particolare e da alcuni proiettili che premono dal basso creando sollecitazioni; l’intero processo dura una giornata e la qualità del materiale viene giudicata in base al numero di imperfezioni riscontrate. Naturalmente, al termine dei test, i materiali innovativi devono raggiungere lo stesso standard dei materiali tradizionali.

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